Vortice...
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Diario, il 13 novembre 2008
Ieri sera ero al concerto di Fossati. Tutta la intellighenzia cittadina era lì. Di solito sono sempre fuggita ai suoi concerti, non ce la facevo ad ascoltarlo. Ieri mi sono fermata e ringrazio di averlo fatto.
E’ bella la sua voce, è bello il suo leggero ancheggiare, l’alzare le spallucce quasi in un gesto un po’ infantile. E le parole, che parole! E le note, che note!
Parla d’amore questo uomo grande con la barba grigia ormai, parla al cuore e lo tocca, lo sfiora con le sue immagini, lo fa vibrare…
E fa riflettere, fa sognare, fa piangere, fa capire tante cose…
Mi gira la testa, vedo il teatro ballare con me, le poltrone rosse lievitano sul palco, io fluttuo nell’aria e non so dove atterrerò…a volte vorrei avere la sfera di cristallo per vedere quale sarà il mio futuro, ma poi vedo il passato e mi fa già paura così a volte…
A volte vorrei sapere cosa diventerò da grande, che strada prenderò, ma poi penso che forse quella scelta l’ho già fatta e allora ho paura…
Fa paura sapere che stai bruciando le tappe, fa paura trovarti da sola in un letto grande costretta a coprirti di strati di coperte per scaldarti perché un altro corpo caldo lì con te non c’è, fa paura svegliarti nel cuore della notte e sentire ancora tutta la testa che gira, ubriaca senza alcol, e allora respiri, inspiri ed espiri forte, calma, e ti concerti su un punto e ti riaddormenti…
Mi tengo forte al mio presente, agguanto la corda di questo giorno nuovo e mi ci aggrappo con tutta la forza che mi è rimasta, resto avvinghiata a questa vita come una conchiglia al suo scoglio, devi venire tu con lo scalpello a scalzarmi via lontano perché io non ci penso nemmeno un attimo a mollare!